Giocatore di poker

Il giocatore perfetto

Giocatori di poker non si nasce, per la gioia di tutti coloro che non perdono mai la speranza di migliorare nel gioco del poker, veri giocatori si diventa.
Non negherò mai che parte della bravura di un giocatore sta in una sorta di talento naturale ma sono convinto che per ottenere dei buoni risultati basta seguire delle poche semplici, seppur impegnative, regole fondamentali. Vediamole assieme.

In primo luogo un giocatore di poker è un grandissimo osservatore. Il poker è un gioco di osservazione e di intuizione prima di tutto.
Per poter imparare il più possibile ed assorbire come una spugna tattiche, tecniche e strategie, c’è bisogno di avere una attenzione costante su quello che succede al tavolo, a prescindere che tu sia coinvolto nella mano o meno. Il perché è presto detto. Quando giochi e quindi sei concentrato sulle tue carte, sulla probabile lettura di quelle del tuo avversario, sul board, etc, moltissimi particolari importanti possono sfuggirti. Sono quelli i particolari su cui devi lavorare mentre sei in stand by, quando hai foldato o quando sei in attesa che si liberi un posto per giocare, quando cioè non hai la mente troppo impegnata negli schemi del gioco visto “da dentro”. Ti stupirai di quante cose potrai imparare semplicemente confrontando il dentro ed il fuori dal gioco.
Un’altra caratteristica del giocatore perfetto è, e probabilmente molti non saranno d’accordo, lo studio.

Per studio non voglio intendere ore di testa china sui libri come quando eravamo al liceo, anche perché si corre il rischio di annoiarsi e di vedere il poker come un impegno e, di conseguenza non come un piacere ma la letteratura pokeristica è una mano santa per i novelli giocatori che vogliono impegnarsi un tantino di più in quello che fanno.

Tra l’altro recentemente l’editoria specialistica italiana pare abbia scoperto un vero e proprio tesoro nascosto e si sta impegnando ad importare dall’estero testi dei più grandi autori del poker, traducendo le versioni originali ed arginando il grosso ostacolo che fino ad ora aveva portato la lingua.
Ormai c’è l’imbarazzo della scelta, e vi assicuro che nessuno dei libri più famosi in commercio risulta pesante alla lettura, (ovviamente se l’argomento poker vi appassiona davvero), del resto la maggiori parte dei testi presenti in circolazione sono opere non di studiosi filosofi, ma di giocatori accaniti che hanno deciso di raccontare a modo loro la propria carriera e di dare le proprie dritte.

Un paio di buone letture serviranno senz’altro per poter effettuare un confronto tra te e chi scrive e tra chi scrive e le persone con cui vi trovate a giocare, per studiarle con occhi nuovi, e con un riferimento da consultare in ogni momento.
Terza caratteristica fondamentale del giocatore perfetto. Assolutamente la Pazienza.

La pazienza è tra gli elementi che distingue un giocatore serio da uno che non dà troppa importanza alla possibilità di migliorarsi. Il gioco fine a sé stesso non è opinabile, ma può essere opinabile lo spreco di un talento potenziale.
Il poker richiede del tempo per decidere, del tempo per capire e ancora più tempo per padroneggiarne i meccanismi. I giocatori impazienti si lasciano prendere dall’ansia, dal timore della noia e dalla voglia di competere a tutti i costi.

Nessun errore è più deleterio e più dispendioso del non saper aspettare.
Chi ha pazienza coglie solo le opportunità migliori, e non spreca le sue puntate per mani che non vale la pena di sfruttare. Che il poker sia un gioco di intrattenimento nessuno può obiettare, ma il giocatore perfetto si distingue dagli altri per la capacità di sfruttare in maniera redditizia anche il piacere che ricava dalla sfida, dal mettersi alla prova e dal testare man mano le proprie capacità.

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